Maria Stefania Tatò

5 L
Vincitori del canale A (lingua italiana), 2020/2021

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Traccia:
1. AMBITO GNOSEOLOGICO-TEORETICO “La felicità è uno stato mentale, corporeo, che sentiamo in modo acuto, ma che è ineffabile. Una sensazione che non è possibile condividere con altri. Ciononostante, la caratteristica principale della felicità è quella di essere un'apertura di possibilità, in quanto dipende dal punto di vista con il quale la esperiamo. Nell'antichità la felicità era una ricompensa per pochi eletti selezionati. In un momento successivo venne concepita come un diritto universale che spettava a ogni membro della specie umana. Successivamente, si trasformò in un dovere: sentirsi infelici provoca senso di colpa. Dunque chi è infelice è costretto, suo malgrado, a trovare una giustificazione alla propria condizione esistenziale. Ma esiste una seconda linea di evoluzione del concetto di felicità: la felicità come stato finale, come obiettivo al quale dobbiamo tendere. La felicità come fine concreto, che abbiamo dimenticato. All'interno di questa seconda prospettiva, l'evoluzione è stata verso un'esperienza della felicità legata direttamente al piano della vita quotidiana, che nella contemporaneità ha indebolito l'idea della felicità come obiettivo. A ciò si lega anche la parallela evoluzione del concetto di desiderio. Ora, non ci si ferma soddisfatti e felici, quando un nostro desiderio si realizza. Piuttosto, ci si spinge subito a desiderare qualcos'altro che ci possa soddisfare in maniera migliore. Desideriamo il desiderio più che la realizzazione di esso. Quest'atteggiamento dà luogo ad una catena tendenzialmente infinita di frustrazioni e insoddisfazioni. Se il desiderio ipermoderno, iperveloce, tecnologicamente drogato non vede né vuole problemi (ma costruisce muri fra noi e il mondo), la felicità è sfida, consapevolezza, presa di coscienza di quei problemi. Ecco perché la felicità è tanto avversata dai fantasmi del mondo liquido. Non è vero che la felicità significhi una vita senza problemi. La vita felice viene dal superamento dei problemi, dal risolvere le difficoltà. Si raggiunge la felicità quando ci si rende conto di riuscire a controllare le sfide poste dal destino, ci si sente persi se aumentano le comodità”. (Zygmun Bauman) A partire da questa riflessione del sociologo polacco, il candidato rifletta sul concetto di felicità, sulle condizioni esistenziali che da sempre hanno spinto gli esseri umani a ricercarla e sul valore che essa ha nella contemporaneità.

Elaborato: