Giovanni Mauri

5ES
Vincitori del canale A (lingua italiana), 2018/2019

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Traccia:
Traccia n. 4 Secondo un punto di vista largamente accettato – a cui mi opporrò in questo libro – le scienze empiriche possono essere caratterizzate dal fatto di usare I cosiddetti “metodi induttivi”. Stando a questo punto di vista, la logica della scoperta scientifica sarebbe identica alla logica induttiva, cioè all’analisi logica di questi metodi induttivi. Si è soliti dire che un’inferenza è “induttiva” quando procede da asserzioni singolari (qualche volta chiamate anche asserzioni “particolari”) quali i resoconti dei risultati di osservazioni o di esperimenti, ad asserzioni universali, quali ipotesi o teorie. Ora, da un punto di vista logico, è tutt’altro che ovvio che si sia giustificati nell’inferire asserzioni universali da asserzioni singolari, per quanto numerose siano queste ultime; infatti qualsiasi conclusione tratta in questo modo può sempre rivelarsi falsa: per quanto numerosi siano i casi di cigni bianchi che possiamo aver osservato, ciò non giustifica la conclusione che tutti i cigni sono bianchi. La questione se le inferenze induttive siano giustificate, o in quali condizioni lo siano, è nota come il problema dell’induzione. K. Popper, Logica della scoperta scientifica, Einaudi, Torino 1970, p5.