Emma Della Pietra

V A
Vincitori del canale A (lingua italiana), 2020

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Traccia:
B. L’ UGUAGLIANZA

1. «Usami la cortesia di considerare che costui, che chiami tuo schiavo, è nato dalla stessa umana semenza, gode dello stesso cielo, respira esattamente come te, vive né più né meno come te, muore al tuo stesso modo! Puoi vederlo uomo libero come egli ti può vedere servo […] Ora disprezza pure un uomo per la condizione assegnatagli dalla sorte, una condizione alla quale tu stesso poi passare, mentre lo disprezzi.»
Lucio Anneo Seneca, Lettere morali a Lucilio, 10)

2. «Il primo che, avendo cintato un terreno, osò dire: “questo è mio”, e trovò persone abbastanza ingenue da crederci, fu il vero fondatore della società civile. […]
Guardatevi dall'ascoltare questo impostore; siete perduti se scordate che i frutti sono di tutti e che la terra non appartiene a nessuno. […]
Il primo sentimento dell'uomo fu quello della sua esistenza, la sua prima preoccupazione la sua conservazione. Le produzioni della terra gli fornivano tutti i sostegni necessari, l'istinto lo condusse a farne uso. Poiché la fame e altri appetiti facevano provare di volta in volta diversi modi di esistere, ve ne fu uno che lo spinse a perpetuare la sua specie; […] Una volta soddisfatto il bisogno, i due sessi non si riconoscevano più e persino il bambino non era più nulla per la madre, non appena era in grado di fare a meno di lei.
Tale fu la condizione dell'uomo nascente; […] ma presto si presentarono delle difficoltà, bisognò imparare a superarle […] Le nuove conoscenze che derivarono da tale sviluppo aumentarono la sua superiorità sugli altri animali facendogliela conoscere […] Così il primo sguardo che portò su se stesso produsse in lui il primo moto d’orgoglio; così, sapendo ancora appena distinguere le gerarchie e contemplandosi al primo posto come specie, si preparava da lontano ad aspirarvi come individuo […] Illuminato dall'esperienza che l'amore per il benessere è il solo movente delle azioni umane, fu in grado di distinguere le occasioni rare in cui l'interesse comune lo costringeva a fare affidamento sull'assistenza dei suoi simili, e quelle più rare ancora in cui la concorrenza doveva farlo diffidare di loro»
Jean-Jacques Rousseau, Discorso sull'origine della disuguaglianza tra gli uomini, II, (1755)

3. «Cosa deve un cane a un cane e un cavallo a un cavallo?
Nulla, nessun animale dipende dal suo simile; ma dato che l'uomo ha ricevuto il raggio della Divinità chiamato ragione, qual è il risultato? Quello d'essere schiavo su quasi tutta la Terra.
Se questa Terra fosse ciò che sembra dover essere, ovvero se l'uomo vi trovasse ovunque un sostentamento facile e garantito e un clima confacente alla sua natura, è evidente che sarebbe impossibile a un uomo asservirne un altro. […] Tutti gli uomini sarebbero quindi necessariamente uguali se fossero senza bisogni.
La miseria connessa alla nostra specie subordina un uomo a un altro uomo; la vera disgrazia non è la disuguaglianza ma la dipendenza. Poco importa che un uomo si chiami “Sua Altezza” e un altro “Sua Santità”; è arduo servire l'uno o l'altro. […]
Sul nostro sfortunato globo, è impossibile che gli uomini che vivono in società non siano divisi in due classi, l’una dei ricchi che comandano, l'altra dei poveri che servono; e queste due si suddividono in mille e queste mille hanno altre sfumature diverse.
Non tutti i poveri sono completamente infelici. La maggior parte di loro è nata in questa condizione e il lavoro continuo impedisce loro di patire troppo la propria situazione; ma, quando la avvertono, allora assistiamo a guerre […] La nazione che meglio saprà usare il ferro soggiornerà sempre quella che aveva più oro e meno coraggio.
Ciascun uomo nasce con una propensione piuttosto forte per il predominio, la ricchezza e i piaceri, e con un certo gusto per la pigrizia […] L'uguaglianza e quindi a un tempo la cosa più naturale e la più chimerica.
Siccome gli uomini sanno essere eccessivi in ogni cosa quando possono, questa disuguaglianza è stata portata agli estremi; […] Fate di meglio: trasmettete a tutti i vostri sudditi la voglia di restare nel vostro paese e agli stranieri la voglia di venirvi. Ciascun uomo ha diritto, nel profondo del proprio cuore, a credersi in tutto uguale agli altri uomini; da ciò non consegue che il cuoco di un cardinale debba ordinare al suo padrone di preparargli la cena; […] il cuoco deve compiere il proprio dovere, altrimenti ogni società umana è sovvertita».
Voltaire (pseudonimo di François Marie Arouet), Dizionario filosofico, Uguaglianza, (1764)

4. «Se io voglio definirmi, sono obbligata anzitutto a dichiarare: “sono una donna”; questa verità costituisce il fondo sul quale si ancorerà ogni altra affermazione. Un uomo non comincia mai col classificarsi come un individuo di un certo sesso: che sia uomo, è sottinteso. […] Il rapporto dei due sessi non è quello di due elettricità, di due poli: l'uomo rappresenta insieme il positivo e il negativo al punto che diciamo “gli uomini” per indicare gli esseri umani, il senso singolare della parola “vir” essendosi assimilato al senso generale della parola “homo”. La donna invece appare come il polo negativo, al punto che ogni determinazione le è imputata in guisa di limitazione, senza reciprocità. Mi sono irritata talvolta, durante qualche discussione, nel sentirmi obiettare dagli interlocutori maschili “voi pensate la tal cosa perché siete una donna”; ma io sapevo che la mia sola difesa consisteva nel rispondere “la penso perché è vera”, eliminando con ciò la mia soggettività, non era il caso di replicare “e voi pensate il contrario perché siete un uomo” perché è sottinteso che il fatto di essere un uomo non ha nulla di eccezionale. Un uomo è nel suo diritto essendo tale, è la donna in torto.»
Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, Il Saggiatore, Milano, 2012
Presenta le tue considerazioni sulla necessità, sull'opportunità, sul significato sul valore, sul senso dell'uguaglianza: argomenta non solo a partire dai passi proposti ma sulla base delle concezioni filosofiche degli autori da te appresi a scuola o a te noti per cultura personale.
Si ragioni su: se e quanto l'idea di uguaglianza abbia contribuito alla formazione culturale, sociale e politica dell'individuo in relazione alle sue caratteristiche morali, antropologiche e ideologiche.
Si rifletta, sul valore che la realizzazione dell'Uguaglianza abbia, o possa eventualmente avere, per il mondo contemporaneo.


Elaborato: