Virginia Palma

4AC
Vincitori del canale A (lingua italiana), 2020

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Traccia:
Traccia n. 2 – ETICA
Di fronte ai vicoli ciechi delle crisi ambientali, delle migrazioni su scala planetaria e della messa in stato di accusa del modello di sviluppo ‘occidentale’, la sapienza filosofica sembra suggerire il ritorno ad una tavola di valori che affonda le sue radici in una tradizione antica ma sempre vitale. Alla luce del testo proposto, sviluppa le tue riflessioni sull’opportunità di edificare una relazione radicalmente diversa con le risorse materiali.
«Coloro che hanno accumulato ricchezze si dice che hanno fatto fortuna e in quanto fortunati li si ritiene felici... Ma se la ricchezza è fortuna, la capacità di raggiungere una condizione di indifferenza riguardo alla fortuna è vera ricchezza. Nella felicità la soddisfazione non consiste semplicemente nel saziarsi di qualcosa, ma in un libero poter disporre, nel sentimento di un illimitato accrescimento di sé. Per ascendere bisogna divenir leggeri. Se così è, sia pur per via paradossale, si può tuttavia immaginare che un uomo possa divenire così capace di disporre di sé da non aver bisogno di nulla per essere felice e non tanto perché possa fare a meno delle cose, quanto perché è capace di ritrovare in ogni cosa ciò che è essenziale alla propria felicità. Sotto questo aspetto la povertà, intesa non come indigenza ma come capacità di spoliazione dell’anima e perciò come sovrano senso della distanza, può essere una via appropriata per il raggiungimento della felicità. La vecchia formula monacale non mancava dunque il bersaglio: nihil habentes et omnia possidentes: possiede ogni cosa chi non vuol divenire padrone di nulla. Può disporre liberamente delle cose solo chi dispone liberamente di sé» (Salvatore NATOLI, La felicità, Milano, 2003, p. 30).